Intervista a Sandro Giorgetti, Social media strategist del Social Media Team della Regione Marche.

D.Nel sito di #destinazionemarche affermate di voler raccontare la regione attraverso ciò che ha di unico e, soprattutto, con gli occhi di chi la frequenta. Potresti spiegarci che cos’è #destinazionemarche e quale filosofia della comunicazione anima il vostro progetto?

R. La strategia del Social Media Team Marche, su ogni attività digitale che gestisce, da sempre si basa sulla valorizzazione degli utenti/turisti che vivono un’esperienza nel nostro territorio. Non è scontato e non è facile da ottenere l’attenzione e l’ascolto della gente, ma se si è autorevoli, seri e corretti le possibilità di ingaggio possono essere importanti ed i risultati di engagement altrettanto. Dobbiamo sempre avere chiaro in mente che gli utenti oggi sono “media” e che possono diventare degli straordinari testimonial della nostra comunicazione. #DestinazioneMarche è un blog che parte da questi valori e che ha l’obiettivo di raccontare il nostro territorio attraverso forme di comunicazione diverse, non tradizionali, approfondendo i contenuti che pubblichiamo in modo non istituzionale, ma empatico ed emozionale, dove appunto i protagonisti sono coloro che fanno sistema e non il sistema stesso.

D.La promozione sui social delle Marche viene da più parti indicata come un esempio di best practice. Potresti sintetizzare i numeri di una strategia che hai definito “empatia digitale”?

R. Oltre 20 attività, oltre il Blog, su 10 diversi social network. Un Team di professionisti selezionati, una programmazione ed un piano editoriale basato su una strategia che oso definire non solo articolata ma anche raffinata. Non mi interessa essere una best practice o un “caso Marche” come i più ci definiscono e non mi interessa il titolo partorito da altri di “Regione più social d’Italia”, mi interessa che i numeri che vengono snocciolati in più occasioni siano al servizio dei due maggiori obiettivi che abbiamo: aumentare la Brand Reputation delle Marche e favorire arrivi e presenze. In questo senso i dati forniti dai più importanti soggetti di monitoraggio ed analisi a livello nazionale ed internazionale sono chiari e sono quelli di cui andiamo più fieri.

Su Facebook complessivamente (diverse pagine) abbiamo oltre 120.000 fan, 620.000 persone che visitano su base mensile le nostre pagine ed oltre 3.400.000 impression. Abbiamo la leadership su Twitter e Google+ su tutti gli altri competitor regionali e complessivamente “tiriamo” per engagment i numeri più importanti tra le regioni italiane ma la cosa che mi sta più a cuore, e credo più importante, sono i dati della valorizzazione della nostra attività che è stata monitorata e presentata alla BIT2015 da una società esterna e che per tre soli mesi, e per tre sole lingue, è stata stimata in base agli # utilizzati per promuovere il nostro territorio per oltre € 7.500.000.

D. In che modo, nella promozione turistica di un territorio, fate interagire i vari social media?

R. Ogni attività che svolgiamo si riconosce all’interno del più ampio Sistema Digitale Integrato della Regione Marche (siti, blog, apps, social). La nostra strategia ha l’obiettivo di convertire l’ascolto che abbiamo maturato tra i vari social network e con i siti di riferimento, fino alla prenotazione (booking sito istituzionale) finale. Le attività di social media marketing sono sempre una parte, seppur importante, del più ampio sistema digitale e mai devono intendersi come autosufficienti. I social network scelti hanno tutti la capacità di interagire tra di loro, sia per caratteristiche di materiale pubblicato (testi, foto, video e altro) sia per target di riferimento. Un foto su Flickr, ad esempio, è sfruttata su Facebook, così da portare volume ad entrambi, ma ancora più importante è la condivisione di una foto di un’utente postata ad esempio su Instagram, che diventa l’immagine di un post da noi redatto e pubblicato. Insomma una rete nella rete.

D. Nella vostra esperienza, quanto è importante la parte visual (video e foto) nella comunicazione e quanto lo sono, se lo sono ancora, i testi?

R. Dipende dal social che utilizziamo. Su Facebook, per fare un esempio conosciuto a tutti, le foto sono fondamentali per ingaggiare attenzione e suscitare interesse, i testi sono importanti per creare empatia digitale e per essere indicizzati dall’algoritmo, i video sono importanti perché negli ultimi mesi sono tra gli aspetti visual con maggiore appeal.

D. Avete già avuto occasione di mettere in relazione Marche e Macroregione Adriatico-Ionica? In che modo, secondo voi, le Marche potrebbero essere comunicate come territorio parte di una più ampia comunità adriatico-ionica?

R. Abbiamo già aperto attività social dedicate alla Macroregione. Si potrebbe e si dovrebbe creare una mappatura delle risorse digitali tra i protagonisti della Macroregione e partire da qui. Poi le risorse digitali devono essere messe in rete ed essere capaci di interagire tra loro ed in questo senso le Marche faranno la loro parte. Il problema della Macroregione sui social è la mancanza totale di appeal digitale. Il segreto è trovare una ricetta che faccia diventare questo progetto non un percorso amministrativo, ma un’esperienza vissuta pienamente dalle comunità locali in cui la gente sappia riconoscersi e sappia condividerla. Nel web, e più in generale nella comunicazione, dobbiamo essere empatici anche quando dobbiamo promuovere progettualità che non lo sono e che evocano percorsi istituzionali e poco vicini alla comunità. Ecco la metterei così, serve una community che si senta protagonista del percorso e non acquisita in esso.

L’esperienza di #DestinazioneMarche sarà al centro dell’intervento che Sandro Giorgetti terrà a PolCom2015 venerdì 27 novembre.