Un Master in inglese per la Macroregione Adriatico-Ionica

Un Master in inglese per la Macroregione Adriatico-Ionica

Nasce da una partnership tra POLCOM, UniMc, CUP e ISTAO il Master di primo livello in “Communication and Local Government in the Adriatic-Ionian Macroregion – MACMA” che partirà a fine gennaio 2017 ad Ascoli Piceno.

Abbiamo intervistato Gianluca Vagnarelli, docente di UniMc e Co-direttore del Master, per farci spiegare il senso di questo progetto

Giovedì scorso in conferenza stampa a Macerata avete presentato ufficialmente il Master MACMA. Da cosa nasce quest’idea?

L’obiettivo del Master è quello di formare giovani europeisti esperti in comunicazione digitale e local government per la Macroregione Adriatico-Ionica. Contro il rischio di ripiegamento entro i propri confini, intendiamo investire su giovani che vogliano scommettere sul futuro dell’Unione Europea, sul rafforzamento della cooperazione territoriale tra i paesi dell’Unione e, allo stesso tempo, offrire loro un bagaglio di conoscenze e competenze utili a cogliere le molte opportunità offerte dall’istituzione della Macroregione Adriatico-Ionica, una delle quattro macroregioni europee insieme a quelle del Danubio, del Baltico e delle Alpi.

Di quali opportunità si tratta esattamente?

Le faccio un esempio. Uno dei pilastri su cui si basa la strategia della Macroregione Adriatico-Ionica è quello del turismo sostenibile. La logica è quella di favorirne lo sviluppo sia all’interno degli otto paesi della Macroregione sia, soprattutto, verso l’esterno, attraendo turisti da altri continenti. Per fare questo saranno fondamentali le competenze digitali, competenze che sono in grado di fare la differenza non solo nella promozione dei territori (pensiamo soltanto ad esperienze di successo come #destinazioneMarche o InstagramersItalia) ma, più in generale, nel futuro mercato del lavoro.

Proprio in questi giorni è aperto un bando per il reclutamento di personale esperto in comunicazione e project management nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia. Se fossimo già alla seconda edizione del Master i nostri studenti avrebbero tutti i titoli per candidarsi!

In conferenza stampa avete messo in evidenza il fatto che il Master non è stato pensato “a tavolino” ma è il risultato di un’indagine sul fabbisogno formativo.

Sì, con tutti i limiti del caso, ma abbiamo cercato di comprendere le esigenze degli stakeholders della Macroregione. Questo perché, per strutturare un’offerta formativa efficace, è necessario avere ben presenti i concreti fabbisogni di coloro ai quali la formazione è destinata. E per farlo bisogna investire sempre più energie in quello che alcuni definiscono l’audience building, l’ascolto attento della futura aula: solo così la formazione potrà risultare veramente utile. In questo modo si ribalta inoltre quella visione un po’ aristocratica secondo la quale la cultura è degna di questo nome solo quando non ha a che fare con scopi utilitaristici. La cultura deve invece servire anche a trovare subìto un lavoro, soprattutto di questi tempi.   

Oltre alla comunicazione digitale il Master intende formare esperti anche in local government. Perché?

Perché i livelli subnazionali di governo – ad esempio regioni e comuni – sono sempre più centrali nello sviluppo dei territori, pensiamo soltanto al tema delle smart cities, dell’open government e al ruolo che gli enti locali svolgono nella progettazione europea (temi, quest’ultimi, a cui riserveremo due specifici moduli del Master).

Proprio in tema di fondi europei vorrei ricordare che, dopo la prima call del bando Adrion ce ne sarà una seconda ad inizio 2017, mentre ora è in partenza l’Interreg Italia-Croazia con finanziamenti di almeno 500mila euro per progetto. A questi bandi se ne aggiungono altri come MED o il bilaterale Italia-Slovenia, oltre a tutti quelli presenti in Europa2020, all’interno dei quali è comunque possibile fare richiamo alla Macroregione Adriatico-Ionica. Per cogliere tutte queste opportunità, per riuscire a “catturare” questi fondi pubblici (i soli, di fatto, a disposizione in questa difficile fase), occorre acquisire un elevato livello di competenze tecniche e, al tempo stesso, conoscere molto bene le priorità politiche dell’Unione Europea. Ecco perché, a differenza di quanto abitualmente si pensi, un Master come questo trova la sua naturale collocazione all’interno di un Dipartimento di Scienze Politiche come quello di UniMc.

In che modo tratterete questi temi?

Il filo rosso che accomuna la maggior parte dei docenti del Master è quello di essere professionisti fortemente votati all’innovazione e con una esperienza maturata soprattutto “sul campo”: penso a Lidia Marongiu che si è occupata di strategie digitali per la promozione turistica di alcune regioni italiane; a Lorenzo Ciapetti, di Antares, uno spin-off dell’Università di Bologna che fa data analysis per lo sviluppo dei territori; a Paolo Celli, già docente del Master in fundraising di Forlì e con al suo attivo più di 100 progetti realizzati; a Patrizia Braga e Antonia Silvaggi di MeltingPro con una grande esperienza in tema di progettazione europea; a Mario Catani e Carmine Marmo che abbiamo coinvolto nell’organizzazione di un innovativo modulo sulle political skills quali abilità specifiche del “fare politica”.

In breve, abbiamo voluto puntare soprattutto sui saperi pratico-applicativi e fortemente professionalizzanti. Troppo spesso l’offerta formativa dei master universitari tende a replicare i contenuti dei tradizionali corsi di laurea con un taglio troppo teorico delle lezioni e molto incentrato sulla lezione frontale. Noi abbiamo fatto una scelta diversa: quella di valorizzare competenze in grado di generare una immediata ricaduta nel mercato del lavoro investendo, allo stesso tempo, in una didattica partecipativa che attivi il discente. Quindi, per capirci, gli studenti non faranno teoria della progettazione europea ma impareranno, attraverso il learning by doing, a scrivere e presentare progetti concreti.

Il Master sarà in lingua inglese?

Sì, abbiamo voluto investire sull’internazionalizzazione non solo attraverso la scelta dell’inglese, che sarà la lingua di tutte le lezioni, ma anche coinvolgimento docenti di paesi esteri e, soprattutto, costruendo una rete estesa di partners (pubblici e privati) in grado di offrire agli studenti l’opportunità di svolgere project work e stage anche all’estero. Potremo inoltre avvalerci dell’esperienza decennale di un’istituzione prestigiosa come ISTAO a cui è affidato il coordinamento della fase dei project work e del “match” tra studenti e aziende.

A questo proposito, per il Master sono previste anche 10 borse di studio nella forma di free accomodation, giusto?

Esatto. Offriremo a 10 studenti selezionati l’opportunità di risiedere gratuitamente ad Ascoli Piceno – sede del Master – durante l’intero periodo della lezioni (circa due mesi). Non usufruiamo di contributi pubblici o privati per il Master, che quindi si autofinanzia completamente attraverso le iscrizioni, ma abbiamo voluto egualmente prevedere questa possibilità nell’ottica di garantire il merito e il diritto allo studio, quest’ultimo fortemente compromesso, soprattutto in Italia, dagli ultimi anni di crisi economica.

Vuole aggiungere qualcos’altro?

Due ultime cose. La prima è che stiamo definendo, in collaborazione con associazioni del territorio, un programma di social activities (iniziative culturali, escursioni ecc.) per far sì che MACMA diventi  non solo un utile momento di formazione ma anche una bella esperienza di vita, nella quale, magari, nasceranno legami destinati a durare nel tempo.

La seconda, più importante, è che per quanto il Master sarà caratterizzato da un elevato livello di tecnicità non dimentichiamo certo che per poter trattare con cognizione di causa della Macroregione Adriatico-Ionica non sono sufficienti la tecnica e le norme dei trattati europei ma è fondamentale conoscere la storia, l’identità e i conflitti che hanno attraversato il sud-est Europa, a partire dai Balcani. Il progetto della Macroregione avrà infatti successo solo se sarà in grado di trasformare quel “mare dell’intimità” descritto da Predrag Matvejevic e Sergio Anselmi in una vera e propria comunità adriatica con un proprio senso di appartenenza. Altrimenti non resterà altro che una fredda impalcatura burocratica. Per questo avvieremo le nostre lezioni proprio a partire da questi temi.

Il Master MACMA è patrocinato da: Adriatic Ionian Euroregion, Forums of Adriatic and Ionian Chambers of Commerce, Forums of Adriatic and Ionian Cities, Confindustria Balcani, Slovenian Economic Regional Union, Italian Chamber of Commerce for Serbia and Montenegro, Marche Region.

Per maggiori info visita il sito mastermacma.eu

 

A cura della Redazione di PolCom

 

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